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AUTRICI:

MªIsabel Rodríguez González
Rosana Sánchez Fábrega
(Fisioterapiste)
1.- INTRODUZIONE
2.- VALUTAZIONE ANALITICA E DELLA FUNZIONALITÀ DEL PAZIENTE.

3.- TRATTAMENTO
3.1.- OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO
3.2.- TRATTAMENTO DI FISIOTERAPIA
3.3.- TRATTAMENTO DI TERAPIA OCCUPAZIONALE.

4.- SITUAZIONE ATTUALE DEL PAZIENTE.

5.- CONCLUSIONI E RISULTATI.

1.- INTRODUZIONE

Dati del paziente: A.C., età 70 anni, entra nella Residenza per Anziani Salvador de Pedroche (Cordoba) nel 2004, dopo essere stato colpito da ictus mentre stava lavorando (all'età di 69 anni).

Antecedenti personali:Diabete Mellito tipo 2.

Prima dell'ictus, Agustín era una persona attiva, si prendeva cura di sua moglie malata, lavorava la terra, ed era presidente della Casa del Pensionato a Pedroche, occupandosi dei viaggi e delle molteplici attività promosse dal centro.

A.C. ci racconta cosa avvenne: era all'ospedale a visitare sua moglie, quando cominciò ad avvertire un capogiro e notò un formicolio nel braccio sinistro. Pensando che non fosse nulla di grave, tornò a casa, dove preparò da mangiare e pranzò. Al termine, andò nel suo campo, prese il trattore e cominciò ad arare la terra del suo oliveto. Siccome continuava a girargli la testa, decise di smettere per riprendere il lavoro un altro giorno, quando si fosse sentito meglio. Andò alla Casa del Pensionato e ordinò un'acqua tonica al bar. Tutto a un tratto sentì che gli si annebbiava la vista, e dovette sedersi perché non riusciva a mantenersi in piedi. Da lì, si diresse all'ambulatorio pubblico di Pedroche, da cui lo mandarono al centro ospedaliero territoriale Valle de los Pedroche, a Pozoblanco (località a 8km da Pedroche). All'ospedale fu visitato, ma non gli fu diagnosticata alcuna patologia importante. Dopo Agustín salì al piano dov'era ricoverata sua moglie per stare un po' con lei. Mangiò uno yogurt e si addormentò. Quando si sveglio, si rese conto di non riuscire a parlare. Andò nuovamente al Pronto Soccorso dell'ospedale; dopo poco sentì che non riusciva a muovere il braccio e la gamba sinistra.

Dopo di che, passò all'unità di osservazione e infine venne ricoverato con la diagnosi di ictus del tronco encefalico destro. Durante la settimana di ricovero, ricevette un trattamento di fisioterapia, che egli stesso definì poco efficace, dato che non notò alcun miglioramento. L'assistente sociale dell'ospedale gli consigliò di trasferirsi in una residenza per anziani, data la sua invalidità, ed è così che è arrivato fino a noi.

Arrivo alla residenza:il nostro paziente fu trasferito alla residenza il giorno 21 di Aprile, con diagnosi di Emiplegia sinistra e compromissione della deambulazione, motivo per cui era in sedia a rotelle (vita sedia-letto). Nessuna mobilità degli arti superiori. Non si riscontravano altre disfunzioni, come del linguaggio, della visione, dell'area cognitiva o paralisi facciale... In compenso presentava sintomi depressivi, si emozionava facilmente al ricordare il passato, forse perché si rendeva conto di non poter tornare ad avere una vita normale. Nonostante ciò, non aveva perso la speranza di ristabilirsi e la voglia di collaborare attivamente ad ogni trattamento che gli venisse proposto.

2.- VALUTAZIONE ANALITICA E DELLA FUNZIONALITÀ DEL PAZIENTE.

Stato funzionale delle articolazioni e dei muscoli:ampiezza articolare conservata negli arti inferiori e nell'arto superiore destro. L'arto superiore sinistro presenta dolore e limitazione ai 130º di flessione della spalla e ai 110º di abduzione. Non presenta riduzioni della mobilità passiva del gomito e del polso.

Riguardo all'equilibrio muscolare, negli arti inferiori e superiori destri, presenta un grado di Forza muscolare 5 (secondo la scala di Mitchell). La forza muscolare della spalla e del gomito sinistri era invece al grado 2: era presente una contrazione dei muscoli del braccio e dell'avambraccio, ma senza movimento visibile dell'arto. Ciò nonostante, nella mano e nelle dita sinistre, il grado di contrazione era pari a 0, poiché non si apprezzava alcuna contrazione muscolare.

Anche nel tronco si riscontrava ipotonia muscolare; il controllo dell'equilibrio in posizione eretta era pressoché assente, e non presentava reazioni di appoggio sull'arto superiore sano.

Come abbiamo detto poco sopra, è in sedia a rotelle, e porta il braccio sinistro appeso al collo con una fascia.

Valutazione della funzionalità:non è autonomo nelle IADL (attività strumentali della vita quotidiana), tranne che per mangiare, perché è destro. Incapacità di mantenere la posizione eretta in modo autonomo. Controllo degli sfinteri.

Valutazione cognitiva:non presenta alcun segno di deterioramento cognitivo. È in grado di leggere e scrivere perfettamente.

Valutazione Sociale:interagisce e mantiene relazioni con altri residenti e con il personale del centro. È amabile e simpatico.

Valutazione Occupazionale orientata alle attività del tempo libero:partecipa ad alcune attività del reparto di Terapia Occupazionale, ma è una persona molto indipendente.

Fisioterapia neurologica